Un quadro per Natale

Museo civico "Ala Ponzone"

Orari

Anche quest'anno verrà esposto in Sala delle Colonne del Museo Civico Ala Ponzone un quadro dedicato al Natale.
Il dipinto sarà una Fuga in Egitto di Gottardo Scotto (attribuito).

SCOPRIAMO INSIEME L'OPERA
L’opera proviene da una antica collezione lombarda. Si tratta di una tipologia ormai rarissima di dipinto su tela del Quattrocento lombardo, paragonabile come antichità, ma superiore per qualità, alla tela con storie di Gioacchino e Anna nel Museo del Duomo di Monza.


La deperibilità del supporto e della tecnica, una tempera sostanzialmente priva di preparazione, spiega lo stato di consunzione in cui si presenta.

Il dipinto, di cui si apprezza in ogni caso la non comune qualità, si colloca in una temperie figurativa piuttosto precisa, anche se ancora non perfettamente chiara in sede critica: il momento di passaggio dallo stile cortese a una grammatica protorinascimentale.


Il naturalismo descrittivo ed elegante degli alberi da frutto, quasi si trattasse dell’ingrandimento delle miniature illustrative di un trattato di botanica, individua un maestro di formazione ancora tardogotica. Tuttavia appaiono assai più moderni altri brani della tela, tra i meglio conservati: il volto severo e concentrato di san Giuseppe e l’abito rosso dell’angelo dal panneggio “scheggiato”.

Dovremmo pertanto avere a che fare con un pittore di notevole qualità, ancora sufficientemente ricettivo da poter accogliere le istanze più nuove presenti sulla scena lombarda dei primi anni settanta del Quattrocento.

Proprio i dettagli su indicati sembrano autorizzare un confronto con il trittichetto del Museo Poldi Pezzoli, unica opera certa, in quanto firmata, del pittore Gottardo Scotto, uno dei protagonisti della pittura milanese del terzo quarto del XV secolo, attivo per cantieri di estremo prestigio quali il Duomo, Santa Maria Podone e il Castello Sforzesco di Milano o il Castello Visconteo di Pavia.

Il disegno lineare e incisivo che caratterizza le parti migliori della tela in esame non è lontano da quanto si vede nel trittico oggi a Milano (proveniente da Mazzo in Valtellina): si veda su tutti il confronto tra il nostro san Giuseppe e il re moro nella scena della Adorazione dei Magi dell’anconetta valtellinese, databile alla fine degli anni sessanta.


Il dettaglio meno felice dell’intero dipinto, il volto dell’angelo, trova però buoni riscontri negli affreschi strappati provenienti da Casa Citterio ad Asso e oggi nella Pinacoteca del Castello Sforzesco, a conferma non solo dell’ambito culturale ma anche dell’epoca di realizzazione.

L’iconografia è quella tradizionale, ma in modo particolare sembra bene connettersi con la presentazione della scena della Fuga in Egitto quale viene presentata nei tramezzi dell’osservanza francescana ( in modo particolare a quelli di Ivrea, Varallo e Bellinzona).

Questo indizio iconografico, in assenza di dati sulla provenienza antica dell’opera, potrebbe forse connetterla a un cantiere dell’ordine francescano: nel caso si tratterebbe di quanto rimane di un più ampio complesso di scene cristologiche, e potrebbe forse rappresentarci a una data molto alta una tipologia di cui rimangono poche testimonianze e più tarde: quella del Fastentuch mobile, che poteva rappresentare una più economica alternativa alla affrescatura dei tramezzi.


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