Del lascito del marchese Giuseppe Sigismondo Ala Ponzone (1842) facevano parte anche numerosi ritratti di famiglia. La sala ne offre una scelta proponendo un doppio percorso che si snoda da un lato attraverso la storia dei Ponzone, ai cui interessi collezionistici il Museo Civico deve la sua origine, e dall’altro attraverso le vicende della ritrattistica cremonese dal XVI al XVIII secolo.

La “galleria” inizia con due importanti esemplari di Gervasio Gatti, il Cavaliere di Malta, identificabile forse con Roberto Ponzone, e la Gentildonna caratterizzati dalla solida definizione dei volumi, dalla levigatezza nella stesura degli incarnati e dall’impostazione rigidamente aulica che valorizza le insegne del rango e, nel caso della dama, la profusione decorativa nelle vesti.

Nel nutrito gruppo di ritratti seicenteschi, spiccano quelli dei figli di Niccolò Ponzone e Olimpia Martinengo: Federico, Pietro Martire e Laura Camilla, tutti ritratti all’età di sei anni dal pittore cremonese Gabriele Zocchi.

Di particolare interesse, fra i ritratti del secolo XVIII, è la serie di ovali con effigi di dame che include un prestigioso esempio della ritrattistica di Giacomo Guerrini. La “galleria” si chiude con i ritratti del marchese Carlo Alberico, di sua moglie Olimpia Valari e del figlio Giuseppe Sigismondo, quest’ultimo per mano del caravaggino Giovanni Moriggia (1796-1878), studioso, naturalista e collezionista, che destinò le raccolte di famiglia e la sua collezione a nucleo fondante del museo di Cremona.

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