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Immagine di anteprima dell'opera
Conte Ugolino nella torre

Museo civico "Ala Ponzone"

Sala del Diotti e del primo Ottocento

Giuseppe Diotti (1779-1848)

1831 c.a.

Dipinto

L’autore affronta il tema dantesco della fine di Ugolino della Gherardesca e i suoi ragazzi imprigionati nella torre di Pisa più volte.

Egli intitolò infatti piccoli e grandi formati raggruppandoli in due vrianti narrative: una in cui il protagonista mostra di accogliere la sciagura con eroica rassegnazione, una letteralmente illustrativa del verso “ambo le mani per dolor mi morsi”

Quella esposta a Cremona è una delle versioni del primo gruppo iconografico, prossimo alla tela che Diotti eseguì per il conte Paolo Tosio (ora ai Musei Civici di Brescia) e che espose all’Accademia di Brera riscuotendo vasto apprezzamento di critica. Si discosta da essa per un più semplice studio della luce e una maggiore carica patetica di tutti gli attori. In particolare per la testa del protagonista, con barba lunga de espressione sconvolta.

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